L’A.P.S. Co-ProgettAzione Autismo

L’ “Associazione di Promozione Sociale (A.P.S.) Co-ProgettAzione Autismo …in rete per l’autismo e dintorni” è un Ente del Terzo Settore (E.T.S.) nato il 27 giugno del 2024, con sede amministrativa in Via Boville 1 a Marino (Roma), formata da famiglie in cui sono presenti giovani adulti con diagnosi di autismo ed altre disabilità complesse; essa viene costituita a conclusione della sperimentazione del Centro Polivalente Autismo CPA[1] – Progetto finanziato dalla Regione Lazio nel biennio 2023-2024/2024-2025, realizzato da un gruppo di E.T.S. con capofila la Cooperava Gnosis Onlus. La A.P.S., che vede nei soci fondatori i familiari dei ragazzi che hanno partecipato alla sperimentazione, nasce nell’intento di contribuire a perseguire e proseguire la logica di co-programmazione e co-progettazione promossa dal progetto regionale, dando seguito al lavoro svolto con le famiglie e cercando di ampliare, ove possibile, i nuclei familiari da coinvolgere.
Ad oggi, l’Associazione porta avanti tre Azioni rivolte a giovani adulti, reciprocamente interdipendenti ed interconnesse: un progetto sportivo educativo inclusivo “basket e autismo” dal nome Viaggiatori a Canestro; “weekend residenziali pilota” presso l’Opera San Carlo di Nancy di Frascati (in collaborazione con due ETS del CPA: la Cooperativa Gnosis onlus e la Cooperativa Arcobaleno); uscite serali inclusive, a cadenza mensile, presso un locale al centro di Frascati.

La PRIMA AZIONE, intercetta, “adotta” e si fa carico di un progetto educativo sportivo inclusivo di rete e in rete, denominato Viaggiatori a Canestro, gratuito per i familiari, già attivo sul territorio dei Castelli Romani dal 2020 (www.viaggiatoriacanestro.it). La “presa in carico”, ovvero la transizione del progetto da una polisportiva ad una APS, ha consentito, da una parte, di formalizzare sul piano giuridico la finalità “di promozione sociale” del progetto, e, dall’altra, di dare compiutezza al principio fondante dell’iniziativa:
utilizzare il basket non solo come fine ma come “mezzo per…” promuovere:

  • la salute psicofisica dei ragazzi attraverso un’attività fisica mirata e adattata[2];
  • lo sviluppo delle abilità di vita (abilità cognitive, sociali ed emotive così come definite dalla OMS);
  • l’inclusione degli atleti che si allenano con ragazzi normodotati dell’alternanza scuola lavoro[3] ed in generale con giovani volontari;
  • il senso di appartenenza ad un gruppo, al fine di accompagnare e sostenere i ragazzi, e i loro familiari, nel delicato passaggio di fine ciclo scolastico (abbattere l’isolamento);
  • un senso di comunità ed un “movimento” di auto-mutuo-aiuto tra i familiari (genitori e fratelli);
  • attenzione sul territorio rispetto alla tematica “autismo e altre disabilità complesse”;
  • l’attivazione di esperienze di coabitazione dei ragazzi (attraverso campus inclusivi, vacanze programmate, ed altro ancora in divenire).
    Viaggiatori a Canestro è rivolto a ragazzi con diagnosi di autismo di livello 1, 2 e 3, di un’età compresa tra i 16 ed i 30 anni, e contestualmente alle loro famiglie, al fine di accompagnare e sostenere la fase di transizione all’età adulta, che comporta numerosi e delicati “passaggi” piuttosto critici: la fine del ciclo del scolastico, l’inserimento occupazionale lavorativo, il cambio di presa in carico da parte del SSN (dal dipartimento dell’età evolutiva all’età adulta), l’attraversamento di una fase evolutiva critica del ciclo di vita familiare (in particolare in merito alla tematica della “separazione”), e altro ancora.

Quest’ultimo punto si collega alla SECONDA AZIONE dell’Associazione, in materia di vita indipendente, che propone esperienze di coabitazione dei giovani adulti, contestualmente ad incontri di gruppo con le famiglie, attraverso l’organizzazione di weekend autonomia presso l’Opera San Carlo di Nancy a Frascati (disponibile tutto l’anno esclusi i mesi di luglio e agosto per 10 mesi l’anno).
L’iniziativa, rivolta a tutti i ragazzi ed ai familiari iscritti all’associazione, ha la funzione di una vera e propria “palestra di vita” mirata a:

  • rispondere ai bisogni di inclusione, abitazione e occupazione dei ragazzi promuovendo la collaborazione e l’autonomia domestica attraverso l’esperienza di coabitazione temporanea;
  • promuovere l’autonomia ed il senso di appartenenza e familiarità con il territorio;
  • contrastare la perdita delle abilità acquisite attraverso la promozione continua delle “abilità di vita” (life Skills) sul piano cognitivo, emotivo e relazionale;
  • co-costruire spazi di riflessione psico-logici per i nuclei familiari (attivazione di spazi laboratoriali psicologici mirati all’accompagnamento/accoglienza/ sostegno/ “consapevolizzazione”/ empowerment/ promozione di un processo di rete[4]), da considerare la continuazione (riavvio?) del lavoro svolto nel corso della sperimentazione.

In una prospettiva temporale più ampia, l’iniziativa di vita indipendente si pone l’obiettivo di prolungare la durata e la cadenza dei soggiorni (attualmente a cadenza mensile) favorendo un’azione di rete con le abilità del territorio, anche finalizzata all’inserimento occupazionale/lavorativo dei ragazzi.
La TERZA AZIONE, le uscite serali inclusive in semiautonomia, risponde al bisogno di socialità dei ragazzi con diagnosi di autismo, che si incontrano mensilmente presso un locale al centro di Frascati. Alle serate partecipano: i ragazzi dell’alternanza scuola lavoro di alcune scuole secondarie di secondo grado di Frascati, in convenzione con la APS; tirocinanti del dipartimento di Clinica e Psicologia della Sapienza (vedi nota 2); alcuni volontari dell’associazione.
Per concludere, la APS Co-Progettazione Autismo PARTECIPA alla progettazione del “dopo di noi” nel distretto RM 6.2, attraverso un accordo di partenariato con l’ATI che realizza il Progetto composta dai seguente soggetto promotori: Sorriso per Tutti Società Cooperativa Sociale, Arcobaleno Coop.Sociale,
Tuscolana di Solidarietà Frascati, Agricoltura Capodarco Soc.Coop.Soc., Gnosis Coop.Soc. Onlus.

[1] Centro Polivalente Autismo e altre disabilità con bisogni complessi – deliberazione di Giunta regionale 20 luglio 2021, n. 473 – CUP F59J21016800002.
[2] La letteratura scientifica di settore dimostra una relazione inversamente proporzionale tra l’attività motoria ed il fabbisogno individuale di farmaci psichiatrici.
[3] Già in convenzione con La Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute della Sapienza e attualmente con diversi istituti scolastici di secondo grado di Frascati (IPS Maffeo Pantaleoni, Liceo Cicerone, ITIS Fermi, Istituto Villa Sora) e l’Istituto Artistico San Giuseppe di Grottaferrata
[4] “(…) assolutamente auspicabile che il caregiver familiare venga affiancato, integrato e supportato, oltre che dalla rete formale dei competenti servizi socio sanitari e dal lavoro di cura privato, anche dalla rete familiare e di comunità solidale. L’importanza della rete viene, tra l’altro, espressamente richiamata nella stessa l.r. 5/2024, all’art. 4”. (08/10/2024 – BOLLETTINO UFFICIALE DELLA
REGIONE LAZIO – N. 81)

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